ATAC: IL PREVEDIBILE -E DA NOI PREVISTO- BOOMERANG DEL NOLEGGIO DEI 70 AUTOBUS ISRAELIANI

ATAC nel caos: rinuncia ai 70 autobus israeliani[1] ma non rescinde il contratto con la Basco Srl per il noleggio di 70 autobus; anzi, chiede alla Basco una soluzione alternativa[2].

Questo esito era ampiamente prevedibile, viste la formulazione del bando e le successive surreali vicissitudini: prima il fermo dei 70 autobus Euro 5 -non a norma- a Guidonia; poi il tentativo di trasformarli in Euro 6, reimmatricolandoli in Germania; infine la rinuncia da parte di ATAC, in considerazione sia degli extra-costi dell’operazione richiesta (6.000 € per ogni autobus), sia dei tempi lunghi necessari per attuarla.

Il valore dell’appalto è di 4,3 milioni di euro per 12 mesi di noleggio. L’ATAC ha già corrisposto alla società appaltatrice Basco Srl un acconto del 16%, pari a 680 mila euro.

“ATAC decide di non risolvere il contratto con il fornitore, la Basco, né di fargli causa. L’accordo resta quello in essere, e anche l’anticipo da oltre 500 mila euro resta a Basco: l’Atac adesso aspetta altri bus”, scrive il Corriere della Sera: è una conferma indiretta che l’errore non è nella fornitura e che ATAC non può risolvere il Contratto (se non a costo di penali).

ATAC, da parte sua, sembra apprendere la notizia dalla stampa, pubblicando sul proprio sito un commento paradossale, che non conferma e non smentisce: “In relazione a notizie di stampa, che riportano della decisione di ATAC di risolvere un contratto con un fornitore che non ha adempiuto alla prevista consegna di 70 bus a noleggio, ATAC sottolinea che l’azienda ha adottato per tempo tutte le misure idonee necessarie per garantirsi da eventuali danni. Fra queste si ricorda che sugli anticipi versati al fornitore è stata accesa una polizza fideiussoria che tutela l’azienda da ogni inadempienza.” Danni causati da chi? Polizza fidejussoria accesa da chi? Per inadempienze di chi? ATAC, poi, non dichiara di avere risolto in Contratto, ma riferisce solo la “notizia di stampa” della decisione di farlo…

Tutto ciò conferma la fondatezza dei dubbi sulla formulazione del bando, che noi per primi abbiamo sollevato (vedi il nostro articolo del 16/05/2019: “Noleggio bus per il trasporto pubblico di Roma: l’errore è nella fornitura o nel bando?”). Ricordiamo che il bando prevedeva, per la motorizzazione degli autobus, il requisito minimo Euro 3 (tre!) e che gli autobus forniti sono Euro 5.

In attesa di un vero comunicato ufficiale da parte di ATAC, i cittadini hanno subìto sinora un danno certo, dovuto alla mancata erogazione di un servizio di trasporto pubblico di superficie -già di per sé inadeguato- rinviato dal 10 aprile (giorno previsto per l’entrata in servizio dei 70 autobus) ad una data indefinita.

A tale danno, con ogni probabilità, si aggiungerà un danno economico. Se è vero -come riferisce il Corriere della Sera- che ATAC ha chiesto alla Basco Srl una fornitura diversa da quella prevista dal Contratto, ciò comporterà inevitabilmente un aumento dei costi e, in caso di mancato accordo tra le parti, il diritto di recesso a favore della Basco, con perdita dell’anticipo versato da ATAC e il rischio che quest’ultima debba anche corrispondere una penale.

“Noi siamo i Capaci” proclamava pochi giorni fa Virginia Raggi…

 

[1] Vedi “La Repubblica” del 21/06/2019: “Atac Roma. Addio ai 70 bus a noleggio”.

[2] Vedi “Corriere della Sera” del 22/06/2019: “Atac, bus israeliani rispediti a casa Accordo-flop: si tratta per altri mezzi”

 



Categorie:Infrastrutture e Trasporti

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