Raggi e i prigionieri (in)volontari della società del controllo totale

E’ notizia di oggi, 15 maggio 2019, che “con il nuovo «Regolamento per la disciplina della videosorveglianza», la giunta chiede ai cittadini di «partecipare all’implementazione della rete» donando telecamere, per difendere la città da vandali, «zozzoni» e violatori seriali del codice della strada” (Corriere della Sera).

Con il pretesto della sicurezza e del decoro, la sindaca Raggi chiede ai cittadini di rendersi complici -e prigionieri- della realizzazione di un modello di società orwelliano, la società del controllo totale degli individui e delle loro vite.

Nello stesso tempo, con le sue scelte, Raggi dimostra l’incapacità, propria e dello Stato, nel promuovere valori condivisi di partecipazione, cittadinanza e cultura (le leggi e gli strumenti di vigilanza e controllo per la prevenzione e il perseguimento dei crimini e degli atti vandalici già esistono: basta volerli -saperli- mettere in atto).



Categorie:Politica e Società

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